L’evoluzione della terapia del dolore: verso un futuro di strategie mirate e minimamente invasive

La comprensione ed il trattamento del dolore ha rappresentato, nel corso della storia, uno dei più grandi interrogativi della medicina. Dalle prime descrizioni di pratiche analgesiche rudimentali, come l’uso di erbe e sostanze naturali nelle culture antiche, fino all’epoca moderna che ha visto il consolidarsi di tecniche e farmaci sempre più specifici, il cammino della terapia del dolore è stato guidato da un obiettivo primario: fornire sollievo ai pazienti nel rispetto della sicurezza e della funzionalità.


Dal dolore “inesprimibile” all’approccio multimodale

In passato, la sofferenza cronica era talvolta accettata come una componente ineluttabile di alcune patologie, e non sempre veniva riconosciuta la necessità di un trattamento dedicato. Con l’avvento dell’anestesiologia moderna, si è assistito ad una rivoluzione concettuale: il dolore è stato progressivamente inquadrato come un segno clinico autonomo, meritevole di un approccio specifico.

Il successivo sviluppo di farmaci analgesici più potenti, tra cui gli oppioidi, e l’introduzione di nuove tecniche invasive, come i blocchi perineurali e l’analgesia epidurale, hanno segnato un ulteriore passo avanti. Allo stesso tempo, è diventato sempre più chiaro che la gestione del dolore non poteva limitarsi alla semplice soppressione sintomatica, ma doveva contemplare un modello biopsicosociale, riconoscendo la complessità del fenomeno doloroso. È in questo contesto che è nato il concetto di terapia multimodale, che combina farmaci, procedure, supporto psicologico, riabilitazione e, quando necessario, interventi chirurgici di tipo correttivo.

Terapie invasive e tecniche rigenerative

Negli ultimi decenni, il perfezionamento di approcci interventistici ha progressivamente rivoluzionato la gestione del dolore cronico. A partire dalla radiofrequenza tradizionale continua, applicata inizialmente con scopi neurolesivi, si è poi passati alla radiofrequenza pulsata, che esercita un’azione di neuromodulazione senza danneggiare in modo irreversibile i tessuti.

Parallelamente, si è assistito all’ascesa delle terapie rigenerative, come l’utilizzo di derivati piastrinici o di sieri autologhi arricchiti di citochine (Qrem Sarc), che puntano a controllare l’infiammazione ed a favorire la riparazione biologica dei tessuti. Queste metodiche, inserite in protocolli integrati, mirano a ridurre sia l’uso prolungato di farmaci (ed i conseguenti effetti collaterali), sia la necessità di interventi chirurgici più invasivi.

Il ruolo crescente della neuromodulazione.

La neuromodulazione, vista inizialmente come un capitolo assai specialistico, si è affermata grazie all’evoluzione tecnologica dei dispositivi ed alla comprensione dei meccanismi fisiopatologici del dolore. Dalle stimolazioni midollari (SCS) ai blocchi del ganglio dorsale (DRG), passando per l’infusione intratecale di analgesici, la ricerca si è concentrata sul controllo selettivo delle vie nocicettive. Nel contempo, si è approfondito il ruolo dei campi elettromagnetici nell’interferire con la cascata delle citochine proinfiammatorie e nel modulare l’eccitabilità neuronale.

PHF: la nuova frontiera nella radiofrequenza pulsata

In quest’ottica di perfezionamento continuo, la neuromodulazione ad Alta Frequenza rappresenta uno dei traguardi più recenti e promettenti. Rispetto alla radiofrequenza pulsata “tradizionale”, la PHF si caratterizza per:
1. Maggior frequenza degli impulsi: gli intervalli di segnale nullo tra un impulso e l’altro sono ridotti, generando un campo elettrico più stabile.
2. Minore surriscaldamento dei tessuti: la durata degli impulsi rimane tale da permettere un rapido raffreddamento, riducendo così il rischio di lesioni termiche.
3. Azione più intensa sulla cascata infiammatoria: la tensione più elevata ed il campo elettrico costante consentono di agire in modo più efficace sul rilascio di citochine e sui meccanismi di sensibilizzazione centrale, con effetti antinfiammatori e antalgici potenziati.

La sicurezza termica, unita alla capacità di una neuromodulazione costante e più intensa, rende la PHF particolarmente indicata per il trattamento di condizioni dolorose croniche legate a patologie articolari (come l’osteoartrosi), sindromi radicolari e neuropatie periferiche, spesso difficili da gestire con le sole terapie mediche.

L’approccio contemporaneo alla terapia del dolore ha conosciuto un’evoluzione straordinaria, passando da strategie analgesiche a largo spettro a protocolli mirati, volti a minimizzare l’invasività e a massimizzare il recupero funzionale.
In questo scenario, la PHF si posiziona come una tecnologia in grado di superare i confini della radiofrequenza pulsata, avvicinandoci ad una neuromodulazione più mirata e ad una maggiore sinergia con le terapie rigenerative.

Compila il form per leggere lo studio clinico del dott. Michele de Luca:

https://www.kromed.it/innovative-technologies-in-the-treatment-of-osteoarthritis/ 

 

studio clinico PHF + SARC dott. Michele de Luca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per info ed approfondimenti:

info@kromed.it

Kromed è specializzata nella progettazione e fornitura di soluzioni medicali-sanitarie personalizzate per medici ortopedici, terapisti del dolore e vulnologi.

Kromed

Chi siamo

Prodotti

Team

Contatti

Info@kromed.it

+39 08321815280

© 2022 Created by bpmsoft.it

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione.

Accetta
Rifiuta

Sì, confermo di essere un operatore sanitario

Ai sensi e per gli effetti dell’Art. 76 del Decreto del Presidente della Repubblica italiano (D.P.R.) n. 445/2000, sono pienamente consapevole della responsabilità e delle conseguenze civili e penali previste in caso di dichiarazioni mendaci e/o formazione o uso di atti falsi. Inoltre, sono consapevole che la presentazione di atti contenenti dati non più corrispondenti a verità può comportare conseguenze legali. Nel caso in cui emerga la non veridicità del contenuto della presente dichiarazione, saranno revocati i benefici per cui essa è stata rilasciata.

Le informazioni presenti in questo sito sono rivolte agli operatori sanitari, in quanto riguardano prodotti appartenenti alla categoria dei dispositivi medici che richiedono l’intervento e l’impiego da parte di professionisti del settore medico-sanitario.

Accetto